venerdì 29 giugno 2012

Un'altra Italia Germania

E che non parli di Italia Germania? Stavolta siamo andati alla pizzeria Sailors (almeno chiamarla con un nome italiano) che comunque le partite dell’Italia qui si vedono in pizzeria, mica al pub. Usciti di casa in moto, 2.30 (AM) quasi freschino che mi son dovuta mettere la sciarpina di cotone (ero in maglietta e bermuda comunque). E’ la prima volta che sto in giro ad un ora così tarda, non sono esattamente una viveur, e mi sorprendo di quante macchine ci sono, della gente che mangia anche a quell’ora ai chioschi lungo le strade, e dei semafori che funzionano. Passiamo davanti alla birreria tedesca, un sacco di gente sul marciapiede coi boccali in mano. Uh che paura. Arriviamo alla pizzeria, fighetta, lungo il fiume, con maxischermo, sedie e tavoli all’aperto, tante maglie azzurre ma anche tante facce cinesi. Al massimo un centinaio di persone. Però l’ambiente è quello goliardico della partita di calcio dell’italia: le solite battute sul perder tempo e sui falli, il conto dei minuti che mancano dopo il primo gol, il ragazzo che parla in barese con Cassano e il gruppo di napoletani, anche attempati, che per festeggiare i gol tira i pezzetti di ghiaccio sciolti (per fortuna che son stati solo 2, eravamo proprio davanti!). E’ stato un po’ come vederla in piazza del Duomo, non fosse stato per le facce stranite dei cinesi di fronte al nostro gesticolare e agli “andate a casa” e “ciao ciao” urlati ripetutamente. A proposito di andate a casa: l’avete vista la pubblicità di Yamamay sul corriere di oggi: 3 ragazze in bikini, uno verde, uno bianco e uno rosso, inquadrate soprattutto sulla parte bassa, ma di ¾ ,con scritto sotto: auf wiedersehen!!! Geniale! Ma ce l’avevano già pronta sti gufoni!!! Certo la gente era più composta, non c’erano i teppistelli coi petardi e le trombette, anche perché se no ci arrestavano tutti e facevano chiudere il locale. Però c’erano tutte le moto parcheggiate a caso sul marciapiede (CANNOT, CANNOT) e alla fine della partita, ore 4.45 AM, è partito l’inno nazionale a tutto volume, cantato in coro dal pubblico rimasto. Non so se la prossima partita potremo vederla ancora in quel posto….Certo è mancato il carosello delle macchine e moto con le bandiere (mentre noi andavamo a dormire ho invidiato il classico rientro a casa in mezzo al corteo dei clacson). Però c’è stata la goduria dei tedeschi del pub di prima, che a gruppetti in mezzo alla strada cercavano di fermare un taxi per tornarsene a casa. E nessuno si fermava! Tiè pure il tassista singaporeano tifa l’italia.

Mo’ domenica vediamo, che poi qui è lunedì perché è ancora alle 2,45 AM (ma io dico se non c’è la finalina 3-4 posto perchè non farla di sabato sera la partita così anche quei poveri sfigati che stanno a Singapore se la guardano con serenità??). Vediamo nel senso se stare a casa o andare di nuovo alla pizzeria con maxi schermo. Già lo so che avete paura della gufata. Ecco mo la faccio: quando il Milan ha vinto lo scudetto 2 anni fa abbiamo fatto le foto con Macchietta campione d’Italia e la sciarpa rossonera, adesso speriamo di fare Macchietta campione d’europa con la parrucca azzurra (quella del rugby). Beh se anche non vinciamo gliela metto lo stesso, così per consolazione. Povero Macchia!!

Go Italy go!!

PS nella foto: Pirlo, Cassano e Balotelli versione orientale!

lunedì 25 giugno 2012

Calcio


Anche a Singapore si guardano gli europei di calcio. Noi abbiamo comprato il nostro pacchettino su Sky locale per circa 30 eurini felici di poter vedere tutte le partite. Ma quali tutte le partite: quelle dei gironi, se andava bene, cominciavano a mezzanotte e le altre alle 2,45 del mattino. La strategia è quella di mettere la sveglia alle 2,45 poi piazzarsi sul divano davanti alla tele sperando in una bella partita e poi rimettersi a letto come se niente fosse. Certo se poi è come ieri…. Me lo sentivo che l’Italia finiva ai rigori, per cui, chiaramente gufando, ho dichiarato che per me la partita finiva dopo 90 minuti, tutto il resto lo leggevo sul giornale. E così ho fatto. Andre ha resistito però, quindi non ho dovuto aspettate il giornale. Che poi non puoi fare neanche il ritrovino: chi ci viene alle 2,45 AM? E in più manco puoi esultare perché a quell’ora c’è un silenzio bestiale che alla minima cosa svegli tutto il condominio. L’altra sera, verso mezzanotte, macchietta mi ha portato uno scarafaggio gigante vivo, con il quale pretendeva di giocare, in salotto. Tra gridolini vari sono riuscita a buttarlo fuori con la scopa (lo scaraffo) e a chiudere il casa il gatto. Però dopo un secondo il cane del vicino ha cominciato ad abbaiare. E sempre a proposito di macchietta ieri mentre guardavamo la partita voleva giocare a rincorrersi su per le scale o a nascondersi sotto i tappeti. Ma sono le 3 di mattina!!!
Comunque c’è un bel seguito dei campionati anche da parte dei locali. Probabilmente non in diretta, ma li guardano. Stasera 5 minuti di servizio al tg di Singapore su Italia Inghilterra, con tanto di interviste e lettura dei giornali. E poi ci sono i pub che danno le partite live e che credo abbiano bisogno di un permesso particolare per stare aperti fino a quell’ora. Il calcio è anche abbastanza praticato, i ragazzi lo giocano molto, spesso alle 2 del pomeriggio sotto la canicola! Credo ci sia pure un campionato di Singapore. Certo probabilmente non sono i più bravi, però si impegnano. In generale fanno un sacco di sport: corrono, vanno in bici, nuotano. Certo alle olimpiadi le squadre di punta sono nel badminton, nel ping pong e nel nuoto sincronizzato… E vabbè dai sono anche  in pochi… forse dovrebbero concentrarsi di più su un unico sport, come i neozelandesi, tutti rugbisti. Comunque  le olimpiadi, che seguiremo con pena pure loro perché tutte le gare interessanti saranno di notte,  sono un evento importante. La tv di stato fa la pubblicità con gli atleti, chiedendo ai Singaporeani di seguirli e supportarli da casa. Come quando 4 anni fa a Pechino il primo atleta della Mongolia vinse una medaglia olimpica. Noi eravamo a Ulan Batar e tutta la città era tappezzata dei manifesti di questo ragazzo che aveva vinto la medaglia d’oro …… nel sollevamento pesi!!! Con grande rispetto per chi pratica queste discipline di nicchia, un po’ bistrattate da tutti. Tornando agli europei adesso faccio la gufata: ma se l’Italia vince potremo andare a festeggiare facendo i caroselli di auto (ma con chi pero'??!), suonando il clacson con la bandiera dell’Italia al vento? CANNOT CANNOT  direbbe un singaporeano. Comunque la bandiera ce l’abbiamo al limite la metto fuori (volevo già esporla quando B si è dimesso, ma poi mi è sembrato un po’ eccessivo!!).
Forza Italia!!!!

giovedì 21 giugno 2012

Ancora cervelli


E ancora non piove… Lo spettro della siccità incombe su Singapore. Tra un po' mi sa che cominceranno a razionare l'acqua. Niente piu' aria condizionata e doccia, piante secche, terra riarsa, le cavallette!. Ma non e’ che ‘sti Maya iniziano ad aver ragione?
Aspettando la pioggia leggo un libro su Montaigne . Per chi come me non lo conoscesse, si tratta di un filosofo vissuto poco prima di Cartesio, che diversamente da lui ha una filosofia basata sulle cose che lo circondano, sulle nostre capacità naturali; non solo sull’esplorazione della ragione. E proprio Montaigne ad un certo punto dice che il viaggio è un modo per sfregare e limare il nostro cervello contro quello degli altri. Ho avuto un’illuminazione: ecco perché siamo venuti a Singapore! Eravamo di sicuro un po’ arrugginiti. E qui le occasioni per limare non mancano di certo.
L’altro giorno abbiamo partecipato ad una garage sale: tipica istituzione anglosassone, si vende in uno spazio comune tutto quello che abbiamo a casa che non ci serve più. Quindi un caos di mobili vecchi, vestiti usati, giocattoli di seconda mano, e così via. Innanzi tutto: costo dello spazio 8 dollari. La mia amica italiana: beh facciamo l’italianata, prendiamo lo spazio e ci mettiamo le cose di 2 persone! E qui siamo noi che lasciamo un po’ di limatura sul cervello locale. Italia 1 Singapore 0. Sempre lei vendeva dei sandalini per bambino, usati ma ben tenuti, a 2 dollari (diciamo 1,5 euro). Una signora, locale, ha avuto il coraggio di offrirle 1 dollaro…. Giusto per il gusto del bargain. Eh, ci vuole una bella testa e una bella faccia tosta poi! Comunque lei non glieli ha venduti. Tiè, brava così.

Un’altra cosa che mi fa sempre sorridere sono gli slogan. C’è una chiesa cristiana di qualche tipo qui vicino che l’altro giorno esponeva questo striscione: “Dio ha un regalo per te: vieni a prenderlo”. Oppure: “Hai sete? Fermati alla fontana di Dio”. E sono slogan azzeccatissimi perché chi non ha sete a Singapore, con questo caldo, o chi non vorrebbe un regalo (qui son tutti fissati, con premi, lotterie, concorsi e quant’altro). Ma poi ci si è messo anche il governo: c’era la settimana “militare”, quindi caserme aperte e grande pubblicità sull’esercito (o aviazione e marina che fosse) e il suo valore per Singapore. Alla fermata dell’autobus, come pubblicità, c’era il seguente slogan:” Sense something sinister? Alertness is your best weapon. Unity is our best defence. Securing Singapore with vigilance and community resilience”. Cioè: “Hai la sensazione di qualcosa di sinistro? L’allerta è la nostra migliore arma. L’unità la nostra migliore difesa. Rendi sicura Singapore con la vigilanza e la capacità della nostra comunità”. Vi immaginate Napolitano che dice questa cosa? Giù tutti a ridere. Comunque fanno paura!! Sono dei pazzi. A voglia a strusciare cervelli, così finisce che mi si consuma quel poco rimasto dopo la fuga… Alla fine Montaigne ha ragione: se stai a casa tua non riesci ad immaginare che qualche pazzo nel mondo faccia questi pensieri. Magari però non c’è bisogno di andare fino a Singapore, basta andare molto, ma molto più vicino….. !

lunedì 18 giugno 2012

Cervelli


Oggi sono andata un po’ in giro per Singapore. Una bella giornata di sole, con cielo azzurro e vento. Anzi e’ addirittura una settimana che c’è il sole, il vento e non piove….! Incredibile. In compenso ci tocca bagnare le piante (diciamo che un temporalino serale ogni 3 giorni non sarebbe male) e comunque fa un caldo bestia. Oggi alle 2 in giardino sotto l’ombrellone c’erano 41 gradi, con solo il 44% di umidità contro il solito 70% (sapete che ho un debole per la meteo). Però tutti i mezzi di informazione si ostinano a dire che la massima e’ di 32 max 33 gradi. Ma dove la prendono la temperatura? Dentro casa con l’aria condizionata? Forse non vogliono spaventarci troppo, e comunque a Singapore non fa caldo!!
Il mio giro (rigorosamente in macchina con air con a 2) è stato dalle parti di Orchard Road, la zona centrale con tutte le vie dello shopping, gli alberghi prestigiosi, i condomini più fighi, etc etc. E devo dire che in una giornata come oggi ne apprezzi tutta l’imponenza, con questi palazzi di acciaio e vetro contornati di giardini super rigogliosi, con le palme che si muovono al vento e il cielo blu. Non sai bene dove sei andato a finire…. E pensare che 47 anni fa (il 1965 e’ l’anno della costituzione di Singapore e all’inizio di agosto c’è la festa nazionale con tanto di parata e frecce bicolori) non c’era nulla di simile, solo giungla, casette, povertà e sporcizia. Un bel cambiamento! E possiamo dire che sono stati i cinesi “buoni” a rendere possibile questa crescita, buoni nel senso che hanno preso il meglio dell’essere cinesi, quindi la capacità imprenditoriale (i cinesi sono famosi per essere dei giocatori accaniti, quindi persone che amano il rischio), il pragmatismo, la tolleranza “apparente”, ma non hanno preso, o forse hanno preso in maniera più blanda dei loro cugini mainland, l’arroganza e il mettere il business davanti a tutto (quindi fare il latte in polvere col cemento o le mozzarelle blu). E infatti benché si sentano cinesi al 100% i Singaporeani sono e si sentono diversi dai cinesi veri e sempre meno li tollerano e si fidano di loro. Tollerano tutti ma non i cinesi!! Ho già raccontato la storia dell’incidente della Ferrari guidata dal cinese, e delle sciure che ti dicono di non comprare la verdura che viene dalla Cina perché non si sa come è coltivata. Insomma un po’ se la tirano! E comunque così è facile: sono solo 5 milioni (e fino a 5 anni fa la popolazione era la metà) contro quei poveracci che sono 1,2 miliardi (e sicuramente di piu’) e tutti ammucchiati; è difficile farli obbedire tutti insieme alle stesse regole, qualcuno da qualche parte prima o poi ti scappa! Come fai a dire a 1,2 miliardi: non mangiare sui mezzi pubblici? Uno che si fa un’aluccia di pollo come snack prima o poi salta fuori!
Ma com’e’ sto blog cosi’ intellettuale? E’ che ho scoperto oggi di essere un “cervello” in fuga. Questa la definizione data dal Corriere degli italiani all’estero che devono pagare l’imu sulla casa di proprietà che non usano (e non affittano), con l’aliquota piu’ alta. A prescindere dall’Imu e compagnia bella, mi chiedo: saranno tutti cervelli in fuga questi italiani all’estero o c’è anche qualche headless chicken nel gruppo? Secondo me i cervelli sono pochi e noi non ne facciamo di sicuro parte!!
A proposito di cervelli (purtroppo non in fuga): sempre sul Corriere di oggi ho potuto apprezzare la foto di Bossi mentre pranza con Maroni in canottiera. Ancora con ‘sta cosa della canottiera? Manco Bruce Willis se la mette più. Regaliamogli una t-shirt a quest’uomo con su scritto “sono un cervello in fuga”, poi ognuno la interpreta come vuole…..


mercoledì 13 giugno 2012

Ah, che bella l’Italia


Sono stata un paio di settimane nella madre patria. Prima di partire, la mia amica svizzera (di Zurigo) mi ha detto, in italiano “ah, che bella l’Italia”. E aveva ragione. Il clima e’ favoloso, fresco non umido, un po’ di vento, assolato quando e’ il momento. Il cielo e’ blu, non ci sono nuvole minacciose (o se ci sono e’ una minaccia generalizzata!), ci sono i colori dei campi coltivati, il verde dei boschi, le case sono basse, i palazzi monumentali (sono arrivata il giorno del giro d’Italia a Milano, che spettacolo!). Non me la ricordavo cosi’ bella, o forse non ci ho mai fatto caso piu’ di tanto, quasi quasi mi viene la lacrimuccia!! E poi non ci sono tanti occhi a mandorla in giro (in metro mi sono sorpresa ad ascoltare una conversazione tra alcuni ragazzi cinesi per vedere se parlavano la stessa lingua di qui!), quando entri nei supermercati o nei centri commerciali non ti arriva la botta di gelo che ti fa rimpiangere di non essere uscita col golfino, puoi parcheggiare la macchina piu’ o meno ovunque (pero’ ho preso la multa, bravo Pisapia!), il vino costa il giusto e si puo’ bere in liberta’ senza che la tua temperatura salga di alcuni gradi nel giro di un quarto d’ora. Certo poi giri per le strade e incontri un sacco di gente con la faccia di quello “sono mejo io”, che se la tirano come se fossero i piu’ fighi e i piu’ impegnati del pianeta, una puzza sotto il naso da rimanerci secchi. Ma eravamo anche noi cosi’??? Io di sicuro!! Ho un amico che da tanti anni vive all’estero e ogni volta che viene a Milano attacca con la tiritera del come se la tirano i milanesi, ma chi pensano di essere. E io: ma dai smettila, sei il solito snob! E adesso mi sono ritrovata a pensare la stessa cosa. Che sia vero????
E poi ci sono quelli coi SUV e gli occhiali a specchio (ma sono ancora di moda?), i cani coi padroni incivili che sporcano i marciapiedi, le polemiche infinite per nulla in tv, la recessione, la burocrazia imperante, il gratta e sosta, uh quante ne posso dire.

E poi ci sono loro, i miei amici, le persone che conosco, gli amici degli amici, insomma quelli che fanno bello questo paese, anche se le cose non funzionano come si vorrebbe. Per quelli che siamo riusciti  a vedere e per quelli che questa volta abbiamo mancato, grazie per essere come siete, o meglio per essere come siamo. Ah che bella l’Italia se tutti fossero cosi’!!!






venerdì 25 maggio 2012

Contrasti


L'altro giorno come al solito mi sono persa, ma e' stata una perdita proficua, perche' sono finita in una via di shop houses. Quindi? Ma si le shop houses sono le belle case tradizionali di Singapore, praticamente delle case monofamiliari messe le une vicino alle altre senza soluzione di continuita' (che proprieta' di linguaggio, eh) con sotto la parte negozio e sopra la parte abitazione. A parte il fatto che sono molto carine, spesso colorate, con delle bellissime porte, sono una delle cose un po' storiche  ancora rimaste a Singapore, perche' credo le ultime risalgano agli anni 50 e ce ne siano di sicuro di piu' vecchie. Tante, probabilmente le piu' mal messe, sono state abbattute per far spazio ai grattacieli, e quelle rimaste ora sono ristrutturate e usate soprattutto come abitazione, anche se in alcune zone ce ne sono ancora con il negozio nella parte bassa. Sono uno dei pochi contrasti che si vedono a Singapore. Di sicuro tutte le grandi citta' hanno dei contrasti ed in Asia credo in particolare. Anche a Roma c'e' il colosseo e le auto che gli girano intorno, ma quello non lo definirei un contrasto: e' un sito archeologico in mezzo a una citta'.  Quando arrivi ad Hong Kong e vedi che i ponteggi che usano per costruire i grattacieli sono fatti di bamboo, oltre a pensare che sono pazzi, pensi che sia un bel contrasto! In realta' a Singapore non mi pare ci siano cosi' tante cose vecchie e tradizionali vicino a cose super moderme. Certo, incontro spesso un omino cinese con solo i pantaloni (intendo a torso nudo) che pedala su una bici a 3 ruote, tipo triciclo, carica di cartoni, ma tipo che lo sovrastano di almeno un metro. Ecco questo signore di solito pedala davanti al double deck su cui mi trovo io.... E' abbastanza inusuale! A proposito di triciclo, non c'entra nulla con quanto stavo dicendo, ma un po' di giorni fa in giro per un parco dove l'attivita' principale era andare in bici c'era una poveretta, che avra' avuto 25 anni che andava sulla bici con le rotelle!! Solo qui fanno ste robe. Vi immaginate una ragazza al parco sempione in bici con le rotelle? Vabbe' mi ha fatto molto ridere.
Altro contrasto sono i food courts: Singapore cosi' pulita, ordinata, con le sue aiuole ben tenute e innaffiate, i pratini sul marciapiede sempre rasati, neanche una carta per terra, e ad un certo punto come un piccolo girone infernale ecco comparie un gruppo di mini bancarelle di cibarie strane  e  improponibili, spesso puzzone, che ci vengono a ricordare che qui il mangiare viene prima di qualsiasi cosa! Che non solo sono brutti e spesso disordinati, ma le puzze che ne derivano (che poi magari sono dei profumi meravigliosi per chi se ne intende!). Che poi il disordine non e' solo nei food court: l'altro giorno il giornale parlava della via a luci rosse di Singapore. Non e’ che pensassi che le mitiche signorine qui non ci fossero, e' che e' tutto cosi' preciso che non ti viene neanche in mente (forse dovrei aggiornare la sezione cose che non ci sono: le signorine in minigonna ascellare ai bordi  delle strade di notte). Beh comunque ci siamo andati subito! Prima abbiamo fatto la strada parallela che a detta del giornale e' abitata da gente per bene, e poi quella a luci rosse. Beh non abbiamo visto la differenza. Si in quella a luci rosse c'era piu' caos che nell'altra; in realta' c'era un bel casino (un misunderstanding?)  ma se non lo sai che e' la via a luci rosse non lo indovini mai. Boh sara' un'altra leggenda metropolitana? Come la storia delle mosche nei bagni in Cina, l'avete letta? Che io ho sentito la notizia su BBC World, il mio guru in fatto di news, e quando parlava di “flies” pensavo fosse un modo di indicare qualcosa che non conoscevo. Invece no intendeva proprio le mosche. Nei bagni pubblici cinesi, da non so quando in avanti non ci devono essere piu' di 2 mosche per bagno!!! Ma chi se le inventa ste robe. Voglio vedere se mandano qualcuno a controllare. Che fai di lavoro: conto le mosche nei bagni pubblici di Pechino..... Magari ci sono delle vacancies!!!

martedì 22 maggio 2012

scrittori e uccelli!


Ieri è stata, come dicono gli inglesi, una giornata un po’ hectic!! La mattina dovevo incontrarmi con le mie amiche del gruppo di lettura (si come i pensionati, solo che ancora i libri riusciamo a leggerli da soli) per incontrarci con uno scrittore singaporeano. Wow!! Si non è che dovevamo incontrare il Murakami della situazione, comunque sempre uno scrittore è. Inoltre questo signore è membro del parlamento, professore universitario, autore di best seller su tematiche legali-internazionali (è un avvocato) e a tempo perso uno scrittore di fiction, il cui libro peraltro pare non sia andato oltre le 5.000 copie. In realtà il libro è carino, alla fine ti prende, solo che è un po’ lento (tutte pensavamo che lo scrittore avesse una settantina di anni, in realtà ne ha 51). La cosa interessante è che il libro ha per oggetto il contrasto tra la Singapore fino agli anni ’70-’80 e quella attuale dello sviluppo (ecco perché ha venduto solo 5.000 copie!!). Comunque, data l’importanza dal meeting, vietato arrivare in ritardo. Mi alzo, faccio la doccia, entro in cucina per finire di fare colazione e sul pavimento ci sono delle piccole piume e il tappetino è tutto arrotolato. Entro un po’ di più e vedo gatto Macchia che gioca con qualcosa che ad una miope assonnata e senza occhiali sembrava un topolino.
 E MO CHE FACCIO? Inforcati gli occhiali, scopro che si tratta di un uccellino che la bestiaccia ha catturato non so come. Arrotolo Macchia nel tappetino e gli porto via l’uccello nel tentativo di salvarlo. E miagolava pure il fetente. L’uccellino poveretto non era messo benissimo, per cui lo metto in un cestino con del cotone, cercando di fare una specie di nido, e lo metto fuori lontano dalle grinfie del gatto. Nel frattempo il meeting con lo scrittore si avvicinava…. Scrivo un biglietto alla signora delle pulizie spiegando la situazione e chiedendole di dare un’occhiata. Ovviamente sono arrivata in ritardo. Per fortuna l’organizzatrice si era tenuta un po’ margine e sono arrivata prima dello scrittore, il quale si è intrattenuto per circa un’ora e mezza con 10 sciure fancazziste nel bel mezzo della settimana, con tutto quello che avrà avuto da fare, e senza nemmeno chiedere dei soldi!!! Si è bevuto una tazza di te ed è stato contento così. Ma vi immaginate la stessa cosa in Italia? Prima di tutto ma chi lo conosce di persona un membro del parlamento (questo signore è venuto perché conosceva una delle ladies), inoltre se anche fosse non verrebbe mai ad un incontro così informale e poco remunerativo sia in termini economici che di immagine!! Credo che queste cose possano succedere a Singapore e in pochi altri posti al mondo, probabilmente a causa della sua dimensione  che consente più o meno a tutti di entrare facilmente in contatto con persone di estrazione e interessi simili. Ad esempio l’altro giorno sono andata ad una presentazione di un corso sull’Asia e ho incontrato 2 ragazze italiane che conoscevo e una francese mia compagna di corso di cinese. Alla fine seguiamo tutti  più o meno gli stessi percorsi. Leggevo sul giornale che uno scrittore di best seller sul tema della creatività, svedese, dopo aver vissuto in varie parti del mondo ed in particolare in Asia, ha deciso di fare di Singapore la sua città. La motivazione è che qui c’è gente da tutto il mondo, le differenze culturali e religiose sono per lo meno tollerate, è comunque abbastanza facile incontrare persone diverse e interessanti; questo fa si che si crei un ambiente in cui ciascuno di noi possa sentirsi parte del mondo, parte dell’umanità. E questo essere parte dell’umanità ci permette di essere ispirati e di avere nuove idee, di cui tutti possono poi  beneficiare. Sicuramente un punto di vista, ma forse in parte condivisibile visto che da chi sta chiuso nella sua grotta difficilmente scaturiscono nuove idee…. Da qui poi a dire che Singapore sia un posto che sviluppa la creatività, forse un po’ ce ne corre.
Di sicuro è un posto dove prolifera il soldo. Sapete quante tra Lamborghini, Porsche, Ferrari e  Maserati ci sono a Singapore:? Più di 4.000, che su 5 milioni di abitanti fanno una ogni 1.250 abitanti. Non male!! E la notizia della settimana è quella di un incidente avvenuto sabato notte dove una Ferrari guidata da un cittadino cinese (importante, non singaporeano!) ha travolto un taxi. Purtroppo sono morti in 3, e ad oggi, che sono ormai passati 8 giorni, ancora abbiamo in prima pagina aggiornamenti sull’incidente. Ma l’euro, la grecia, gli internazionali d’Italia??? Niente. Ma lo so che non ve ne frega di questa roba e volete sapere come è finita con l’uccello ferito. Purtroppo non è finita bene, nel senso che l’uccello in qualche modo se n’è andato dal nido provvisorio, ma il felino assatanato l’ha ripreso e questa volta non c’è stato scampo. Makkia the Killer. Adesso rido, ma ci sono rimasta davvero male per povero uccellino. Altro che posto dove vivere in pace e in armonia, per qualcuno è veramente “a nightmare”!!