The everyday life and the discovery of the town of an Italian girl just landed in Singapore
mercoledì 25 luglio 2012
La vacanza perfetta vol 1
Beh e' luglio che fai stai in citta'??? Siamo andati a
Lombok, Indonesia, l'isola di fianco a Bali, andando verso est. Ancora
Indonesia??? Beh la scelta non e' stata difficile: se guardate la meteo del sud
est asiatico (sapete che sono una fan della meteo, anzi nessuno ha commentato
che ho messo nel blog il link a "ilmeteo.it", just in case qualcuno
si sentisse orfano dei miei bollettini per il weekend!) dal Giappone
andando verso sud, con particolare focus su Hong Kong, nord Vietnam e Filippine, e'
tutto un fiorire di tifoni, uragani, cicloni, piogge torrenziali, inondazioni,
le cavallette. Poi si scende verso il basso e dopo la Malaysia, ancora sotto un
cielo pieno di nubi, dall'isola di Java in avanti (sempre verso est) non c'e'
una nuvola, cielo blu!! Quindi, non volendo
fare piu' di 3 ore di volo eccoci a Lombok. Siccome pero' il viaggio culturale
l'avevamo fatto e il mare comunque e' sempre a portata di mano, questa volta ci
siamo inventati l'impresa dell'anno: salire sul vulcano che occupa un buon
pezzo dell'isola, alto 3.726 mt (il secondo piu' alto dell'Indonesia),
ovviamente inattivo (almeno quello!). Il punto e' che si parte da 1.150 metri e
con la forma fisica scarsa non e' stata proprio una passeggiata di salute. Il
nostro allenamento e' consitito in: una settimana prima dell'inizio del
trekking camminata di buon passo, per provare gli scarponi, nella riserva di
Singapore (ovviamente in piano, durata di 2 ore). 3 giorni prima della salita:
corsa per 20 minuti (era dalla fine dell'universita' che non correvo), piu'
camminata a passo spedito per 30 minuti, piu' 10 minuti di bici. Fine. Peccato
che il programma di salita al vulcano fosse il seguente: primo giorno da 1.1.50
a 2.750 mt (“solo” 1.600 mt di dislivello). Secondo giorno salita alla cima, da
2.750 a 3.726 mt e discesa fino a 2000 (quindi 1.000 mt a salire e 1.600 a
scendere). Terzo giorno di tutto riposo salita di soli 600 mt, e ultimo giorno
2.000 mt di dislivello in discesa. Il martedi' non camminavamo piu': all'arrivo
alle 4 di pomeriggio ci siamo piazzati al bar a bere birra e mangiare patate
fritte fino alle 9 di sera, quando siamo andati a dormire. Pero' e' stato
bello: siamo arrivati in cima nonostante la salita, specie negli ultimi 300 metri,
fosse assolutamente in verticale e sulla sabbia (quindi un passo avanti e 2
indietro) e nonostante lo scarso allenamento. C'era un sacco di gente che
tentava la salita alla cima, noi eravamo tra i piu' babbioni. Il primo giorno
l'abbiamo fatto in compagnia di 3 ragazzetti francesi di cui uno indossava delle
nike da running, l'altro le classiche scarpe da vela (tipo Timberland) e
l'ultimo i mocassini scamosciati tods (quelli coi gommini sotto per
intenderci). Nessuno dei 3 aveva piu' di 30 anni. Li abbiamo soprannominati gli
asinelli, dal famoso detto "la bellezza dell'asino" (cioe' la bellezza della
ragazza giovane, della gioventu') traslato alle energie della gioventu' (camminano, anche senza
attrezzatura, perche' son giovani). Sono arrivati al primo campo base belli
freschi forse 1 ora prima di noi. Peccato che il giorno dopo sulla cima non si
siano visti: si vocifera che si siano fermati dopo i primi 300 mt. Tie'! I
vecchiacci vi hanno battuto!!! Brutta cosa la montagna, senza testa non si va
mica avanti..... L'altra cosa buffa era il tracciato del sentiero. Il primo
giorno si doveva salire al cratere, con un percorso in mezzo a campi e boschi.
Il sentiero era stato cosi' disegnato: punto di arrivo, punto di partenza, una
linea retta. Neanche uno straccio di curva per rendere il cammino un po' piu'
agevole. Ho chiesto alla guida: scusa ma perche' non lo ridisegnate un po' piu'
dolce, con qualche zig zag? Risposta: perche' poi e' piu' lungo!!!! Ma dai! Ho
aperto un bando al CAI per inviare qualche omino a tracciare i sentieri sul
Mount Rinjiani!
Il nostro team era composto da noi 2 (io e Andre), la guida
(con zainetto da cui uscivano copiosamente biscotti e banane) e 2 portatori,
uno ciascuno, che portavano, tende, sacchi apelo e provviste. Non pensate che noi avessimo lo zainetto di topolino
sulle spalle: anche noi ci portavamo i nostri bei 7-8 kg di vestiti, visto che
di notte scendeva fino a 5 gradi e la salita alla cima si faceva dalle 2 di notte
in avanti, per arrivare in cima con l’alba (a tale proposito a beneficio degli
increduli, metto foto con ombra della cima del vulcano proiettata sul mare,
favoloso!). Tornando ai portatori, il loro carico non credo fosse inferiore ai
20 kg, e la cosa bella e’ che avevano ai piedi le infradito e comunque andavano
piu’ veloci di noi. Altra cosa buffa erano le sedie: il nostro tour era uno dei
2 che portano su anche le sedie (non vi immaginate delle poltrone presidenziali:
le classiche sedie da campeggio smontabili ma dotate di braccioli e schienale).
Che quando arrivavamo alla tenda, che i portatori sempre davanti a noi avevano
gia’ preparato, trovavamo le nostre 2 belle seggioline ad aspettarci. Un po’
tipo Robert Redford in La mia Africa quando sata seduto sulla sedia nella
savana. Pero’ comode! Peccato che poi non c’era il tavolino, per cui i piatti
con il mangiare venivano posati per terra. Dettagli!! Diciamo che e’ stato un
trekking all’insegna del confort (e se mancava anche quello chi ce la faceva a
salire in cima al vulcano) e al lusso, pero’ abbiamo lasciato una lauta mancia.
Ovviamente, la meteo insegna, il tutto sotto un sole meraviglioso! (to be continued)
Nessun commento:
Posta un commento